Son soddisfazioni

In palestra avverto spesso il sollievo di non dover mai essere la prima della classe. Alla mia età mi posso permettere di essere o apparire “somara” in diversi campi e settori. E che sarà mai. 😉

Ecco sbaglio anche le “faccine”. E che sarà mai!

Advertisements

Seduzione compulsiva

SEDUZIONE COMPULSIVA

FILM: L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE di F. Truffaut

Cito dal testo che lo stesso regista, Francois Truffaut, scrive nella premessa alla sceneggiatura del suo film L’uomo che amava le donne, del 1977: “ Se una frase potesse valere come denominatore comune degli amori di Bertrand, sarebbe questa di Bruno Bettelheim ne La fortezza vuota: sembrò evidente che Joey non aveva mai avuto successo con sua madre”. Sintesi perfetta e analisi psicanalitica profonda di ciò che spinge Bertrand Morane, il protagonista principale del film sopra citato, a corteggiare tutte le donne che entrano nella sua orbita. È una seduzione che ha una durata illimitata, fino alla morte, perché l’obiettivo ( l’amore incondizionato della madre)non potrà mai essere raggiunto. Prendetela come un’interpretazione possibile, poi ve ne darò anche un’altra. Bertrand è un dongiovanni intellettuale, che cerca di spiegare prima di tutto a se stesso, con la sua voce fuori campo, il funzionamento della sua psiche. Facendo un’analisi della sua vita amorosa, dice: “ Ma cos’hanno queste donne in più di quelle che conosco?Proprio questo…sono delle sconosciute”. C’è il piacere della conquista ogni volta, lo scoprire personalità diverse e modi diversi di fare l’amore. A Bertrand sembrerebbe di perdere un’occasione di conoscenza e di piacere, se rinunciasse ad una conquista. In un certo senso, è così per tutti noi. La persona che rinuncia a conquistare ogni potenziale partner lo fa per avere una soddisfazione più duratura, nella continuità di un rapporto stabile. O anche per non ferire il proprio compagno/a, per convinzioni morali, per timidezza o altro. Generalmente sa che ogni scelta comporta una rinuncia, ma quel che si ottiene può essere più importante di quel che si lascia. Bertrand non approda mai a questa consapevolezza; addirittura si gioca la sopravvivenza, poiché, mentre è in ospedale, si sporge dal letto per guardare le gambe di un’infermiera, staccando la flebo che lo teneva in vita. Muore come ha vissuto, da dongiovanni. Ma ascoltiamo una voce, quella del personaggio che nel film incarna il suo editore/donna, che lo guarda in modo benevolo e non bacchettone. Lei dice:” Le donne che ha fatto soffrire hanno avuto un solo torto: aspettarsi qualcosa che Bertrand non era in grado di dare. A quelle che volevano il piacere lui ha dato piacere, e anche la dolcezza. Per me non c’è alcun dubbio che a modo suo le abbia amate, e che aveva ragione ad amarle tutte: nessuna si equivale, ciascuna ha qualcosa che le altre non hanno di unico e di insostituibile”.

Il racconto di Bertrand è così intimo e, a tratti ironico, che lo sentiamo vicino e realistico. Il film è un grande esempio di analisi psicologica non sdolcinata, non hollywoodiana, molto godibile, ma non “ buonista”, come è di moda dire oggi.

Parrucchiere

La parrucchiera di Merano ( quando Torino è al Sud)

Par: Lei viene da fuori, da dove viene?

Dori : Da Torino.

  1. Ah, e come si sta laggiù?
  2. Cioè…a Torino?!
  3. Sì, com’è la vita laggiù?
  4. Beh, sa, ci sono i vantaggi e gli svantaggi della grande città…
  5. Ma voi la sentite la crisi laggiù?
  6. Purtroppo sì, vedo molti negozi che chiudono e persone che chiedono l’elemosina.
  7. Noi qui non la sentiamo molto la crisi.

La parrucchiera di Biella.

  1. Lei è inglese?
  2. No, sono italiana, abito a Torino, ma forse lei si riferisce alla “t” dolce che è umbra, ma è come quella inglese?
  3. Ma se legge i libri inglesi…
  4. Sì, insegno questa materia e mi piace leggere.
  5. Ma che ci fa a Biella, non è un posto da villeggiatura.
  6. Faccio parte di una commissione per gli Esami di Stato.
  7. Ha trovato facilmente alloggio?
  8. In realtà, no, alloggio a Piedicavallo, su in montagna.
  9. Ma lei mi sta dicendo che è umbra, vive a Torino, lavora a Biella e alloggia a Piedicavallo. Ma lei ha sbagliato tutto nella vita!!!

Doriana sorride, riprende a leggere, si chiede se la ragazza, che avrà almeno venti anni meno di lei, abbia mai conosciuto il fascino e/o la necessità della fuga.

La parrucchiera osserva: E ancora legge!!! Che voglia!!!.

In attesa di un miracolo

Raimondo Bolletta

Ieri sera ho seguito con attenzione le interviste di Letta dalla Gruber e successivamente della Bindi da parte di Formigli a Piazza Pulita.

Entrambi alla domanda ‘come voterete sull’Italicum nei prossimi giorni se verrà posta la fiducia’ sono stati reticenti e si sono astenuti nonostante quella posizione ambigua e contorta mettesse in cattivissima luce il resto dell’intervista piena di affermazioni e posizioni molto condivisibili.

Insomma la loro analisi spietata della situazione, del contenuto e dei rischi della legge porterebbe all’ovvia conseguenza che si schierassero comunque e convintamente votando contro. Una posizione opaca ed incerta che connota tutte le iniziative della cosiddetta minoranza, non vogliono fare la scissione per il bene della loro poltrona o per il bene della ditta o per il bene del paese? Sono impauriti dalla forza prorompente del gradasso e dalla mancanza di personaggi alternativi adeguati? Sono giustamente prudenti e responsabili perché vedono l’abisso in cui potrebbe cadere il…

View original post 316 more words